L'amore per i nostri cani è immenso. Quando nascono problemi di comportamento, cerchiamo aiuto. Spesso, però, ci affidiamo a chi promette soluzioni facili. Attenzione: il mondo cinofilo nasconde delle insidie. Molti sedicenti "educatori" o "addestratori", con una formazione minima, si improvvisano esperti, andando ben oltre le loro qualifiche. Questo è un vero e proprio abuso di professione, con gravi conseguenze per il benessere dei nostri amici a quattro zampe.
Le condotte più pericolose? Tentare di gestire problemi comportamentali complessi come aggressioni o fobie. Questi richiedono sempre una diagnosi veterinaria approfondita e un piano terapeutico da un medico veterinario esperto in comportamento animale. Un addestratore non qualificato, in questi casi, potrebbe peggiorare la situazione.
Un altro abuso gravissimo è il tentativo di diagnosticare problemi fisici o patologie: un "addestratore" non è un veterinario. Se il cane ha un comportamento insolito, la prima visita indispensabile è sempre dal veterinario, per escludere cause mediche.
Purtroppo, si usano anche metodi coercitivi o dannosi, basati su punizioni e coercizione. Questi non solo sono inefficaci a lungo termine, ma causano dolore e stress, aumentando l'aggressività.
Ricorda: solo un medico veterinario può prescrivere farmaci o integratori. Qualsiasi indicazione in tal senso da un non veterinario è un abuso rischiosissimo per la salute del cane. Anche la consulenza nutrizionale non qualificata può essere dannosa.
Infine, un professionista etico sa riconoscere i propri limiti. Non indirizzare al professionista giusto è un comportamento scorretto che mette a rischio il cane.
Tutto questo non è un errore, ma un vero e proprio reato penale in Italia. L'Articolo 348 del Codice Penale lo punisce severamente. Per l'esercizio abusivo di una professione che richiede abilitazione statale, le pene prevedono la reclusione da sei mesi a tre anni e multe. Ma se l'abuso riguarda una professione sanitaria, come quella del medico veterinario, le pene sono molto più severe: reclusione da uno a cinque anni e multe fino a 75.000 euro.
Questo significa che ogni volta che un "addestratore" non qualificato fa una diagnosi, prescrive farmaci o si sostituisce al veterinario, sta commettendo un abuso di professione sanitaria. E anche senza un albo professionale formale, causare danni all'animale o al proprietario può portare a gravi conseguenze legali.
Come tutelarci? Scegliamo sempre professionisti con formazione certificata e riconosciuta. Poiché valutare la reale professionalità a volte è difficile solo tramite attestati, cerca sempre referenze concrete e testimonianze di altri proprietari che hanno ottenuto risultati positivi e duraturi. Informati bene sul loro approccio metodologico. Se il problema del vostro cane è grave, o se si tratta di un comportamento complesso, la prima tappa è sempre il medico veterinario esperto in comportamento animale. Sarà lui, e solo lui, a indirizzarvi correttamente.
Il benessere dei nostri cani è la nostra massima priorità. Non dobbiamo mai lasciarlo nelle mani sbagliate. Scegliere professionisti qualificati è una questione di etica, sicurezza e rispetto per la vita che tanto amiamo. Informatevi, chiedete, e difendete sempre i vostri amici a quattro zampe.