Troppo spesso, nel senso comune, il rapporto con il cane viene ridotto a una serie di istruzioni impartite: un "seduto", un "terra", una camminata al piede. Ma cosa accade se spostiamo lo sguardo dall’addestramento meccanico all’educazione relazionale?
Ispirandomi alla zooantropologia cognitiva e ai principi di Roberto Marchesini, considero il cane non come un automa che risponde a stimoli e rinforzi, ma come un individuo dotato di una propria soggettività. Un essere senziente che possiede emozioni, necessità sociali e una straordinaria capacità di problem-solving. Educare, in quest'ottica, non significa "plasmare", ma facilitare l'espressione delle potenzialità del cane all'interno del nostro contesto sociale.
Vivere con un cane significa accogliere in casa un'alterità profonda. È una sfida affascinante: imparare a comunicare con una specie che vede il mondo in modo differente. Dobbiamo avere l'umiltà di riconoscere che, sebbene il cane si sforzi con infinita pazienza di capirci, la nostra natura umana — fatta di astrazioni e regole sociali complesse — resta per lui spesso incomprensibile.
Il mio compito è fornire le chiavi di lettura per decodificare questo "linguaggio segreto", fatto di segnali di calma e rituali, affinché l'uomo possa diventare una guida autorevole e coerente, e non un semplice "padrone".
Una particolare attenzione del mio lavoro è rivolta alla triade composta da adulti, bambini e cani. La convivenza tra queste diverse entità richiede equilibrio e consapevolezza:
Per gli adulti: Sviluppare la capacità di osservazione e la coerenza decisionale.
Per i bambini: Educare al rispetto della diversità, insegnando che il cane ha bisogno di spazi sicuri e di tempi di riposo inviolabili.
Per il cane: Valorizzare la sua natura collaborativa, facendolo sentire un membro utile e integrato nel "branco-famiglia".
Il fine ultimo del mio approccio non è l'obbedienza cieca, ma il raggiungimento dell'omeostasi emozionale: uno stato di equilibrio in cui il cane si sente sicuro, compreso e capace di interagire con il mondo urbano senza stress.
Quando un cane sa esattamente cosa fare per collaborare con noi, la sua autostima cresce. In quel momento, la relazione cessa di essere una gestione di divieti e diventa una danza di intese reciproche.