L'identità umana è un innesto. Non saremmo ciò che siamo se, millenni fa, non avessimo 'copiato' la socialità del cane e la sensibilità dei predatori solitari. Tuttavia, la modernità ha invertito questa rotta: non siamo più noi a farci 'canizzare' dalla natura, ma pretendiamo di domesticare l'essenza stessa dell'animale, trasformandolo in una caricatura dei nostri vizi. In questo approfondimento analizziamo come il ritorno all'osservazione dei segnali di pacificazione e del distacco strategico del gatto possa rappresentare una via di uscita dalle nostre nevrosi sociali. Non è l'animale che deve imparare a stare nel nostro mondo, siamo noi che dobbiamo riscoprire il ritmo del suo.